"Fortuna volle che mi trovassi alla Fiat nel posto giusto, al momento giusto, per essere scelto a disegnare quella che fu salutata come la più piccola vettura al mondo prodotta in grande serie e battezzata in segno di affettuosa simpatia Topolino"
Dante Giacosa

L'origine della 500 risale a due prototipi realizzati rispettivamente nel 1915 e nel 1919 con un motore da 760 cm3. Altri studi e prototipi furono realizzati dalla Fiat fra il 1920 ed il 1933, ma soltanto l’anno successivo apparve maturo il momento per lanciare in grande serie la "vetturetta per il lavoro e per il risparmio", quando il Senatore Agnelli lanciò una sorta di sfida ai propri tecnici: voglio una piccola ma completa vettura, con motore a quattro cilindri, abitabilità comoda per due persone e relativi bagagli, 80 all’ora e prezzo contenuto in 5.000 lire. La Fiat più economica all’epoca era la berlina 508 Balilla che costava 10.800 lire, dunque un compito non certamente facile.

Si pensò di affidare l’incarico progettuale a Dante Giacosa, un giovane ingegnere di ventisette anni dell’Ufficio Motori Avio Fiat. Le parole d’ordine furono: semplicità ed economia. Per risparmiare peso - Il primo requisito di cui tener conto per limitare il costo - Giacosa pensò dunque ad un telaio composto da due longheroni a U tutti forati per garantire l'alleggerimento. Nella parte terminale il telaio si fermava poco dopo lo schienale dei sedili e da lì si prolungavano due mezze balestre sino ad agganciare il ponte posteriore. Davanti il telaio era tenuto da una traversa anulare, che reggeva nella parte superiore una balestra trasversale, rendendo l’avantreno a ruote indipendenti.

Il motore, di solo 567 cc, era collocato a sbalzo davanti l’asse delle ruote (a somiglianza di certe incastellature dei motori di aviazione),scelta obbligata dall'avanzamento dei sedili rispetto alla posizione che più comunemente occupano nelle vetture a due posti, mentre il cambio a quattro marce

Il blocco motore
frizione e cambio

passava attraverso questa traversa anulare. Freni ed ammortizzatori idraulici alle quattro ruote completavano questo complesso meccanico innovativo. Anche la carrozzeria venne progettata appositamente. Non più due elementi separati: un telaio con la meccanica e una scocca, ma un insieme armonico dove la struttura interamente metallica della carrozzeria divenne parte integrante della vettura, contribuendo al suo irrigidimento complessivo, ma anche ad una maggior abitabilità.

In ottobre il prototipo era pronto per i primi collaudi su strada, che furono molto soddisfacenti per stabilità, frenatura, prestazioni e confort di marcia. In poco più di sei mesi una nuova e rivoluzionaria vettura venne pensata, progettata, realizzata nei necessari prototipi, collaudata su strada e definita per la produzione. Tutto il 1935 e parte del ‘36 se ne andarono per collaudi sempre più severi, piccole modifiche ed aggiustaggi, e per disporre la filiera della produzione organizzando la catena di montaggio finale. Il 15 giugno 1936 la Fiat lanciò ufficialmente sul mercato la 500, succesivamente denominata modello A.
Tutte le direttive del Senatore Agnelli furono rispettate se non addirittura migliorate. Il comfort, come detto, risultò superiore ad ogni più rosea aspettativa, lo stesso dicasi per la tenuta di strada e la dolcezza dello sterzo aiutate anche dal baricentro relativamente basso. La velocità venne fissata addirittura in 85 km/ora con un consumo di circa 6 litri di benzina ogni cento km. Purtroppo non fu possibile centrare l’obbiettivo del prezzo, che risultò così al momento della presentazione di 8.900 lire.

Non i può fare a meno, tuttavia di pensare che dieci anni prima, quando la Fiat lanciò la 509 con un costo attorno alle 20.000 lire, un operaio della grande industria guadagnava circa 5.000 lire l’anno. Dunque, in teoria, ci sarebbero voluti quattro anni interi di stipendio per acquistare la più economica vettura italiana. Dieci anni dopo, nel 1936, il medesimo operaio vedeva il suo stipendio arrivare a circa 8.000/8.500 lire annue, dunque per acquistare la Topolino bastava a quel punto un solo anno teorico di stipendio.

Alla fine del 1936 si allestì anche una versione furgone, con portata di 300 Kg. Nel 1938, a metà anno, avvenne la prima sostanziale modifica: il telaio si prolungò sino alla fine della carrozzeria, montando delle balestre intere. Questo si rese necessario per unificare la produzione. Infatti per il tipo furgone, pensato per essere in dotazione all'esercito, l’originario telaio a mezze balestre non offriva un ancoraggio sufficientemente robusto del pianale di carico, così si prolungò il telaio, che divenne l’unico anche per la berlina a due posti. Poi sopraggiunse la guerra, che bloccò ogni attività borghese del 1940 al 1945 - dato che si può cogliere facilmente osservando i numeri della produzione del periodo bellico.

A guerra terminata, la Fiat Topolino riprese la sua marcia sulle strade italiane praticamente immutata. Nel corso del 1946 la verniciatura bicolore, parafanghi e pedane sempre in nero e corpo vettura di varie tinte, lasciò il posto alla tinta unita nella ricerca di una maggiore razionalità di produzione.
La Topolino A postbellica
con carrozzeria monotinta
Si arrivò all’inizio del 1948 con l’ultima Topolino a valvole laterali con una produzione di oltre 110.000 vetture. Nella stessa primavera venne presentata la nuova vettura, definita 500 B, che presentava vari aggiornamenti ma soprattutto una inedita testata con valvole in testa. Le modifiche visibili erano quasi esclusivamente rivolte all’allestimento interno : volante marrone a due razze; cruscotto in tinta; nuova strumentazione; tasche alle portiere; maggiore silenziosità. Per quanto riguarda gli aspetti meccanici, invece bisogna segnalare il nuovo motore più potente (16,5 cavalli invece di 13) con maggiore velocità (95 all’ora) e consumi inferiori.
La novità maggiore fu però l’introduzione del modello Giardiniera Belvedere (nome depositato) che proponeva una piccola station wagon all’americana, con fiancata in legno chiaro e masonite, tinte metallizzate e quattro posti reali. Aprendo il grande portellone posteriore e ribaltando lo schienale, si otteneva infine un volume di carico eccezionale per una vettura di così piccola cilindrata.

Ma altre novità erano ormai nell’aria e la Topolino B rimase in produzione solo circa un anno, nel quale furono costruite oltre 21.000 vetture. Nel marzo 1949 ci fu la presentazione della 500 C in cui è possibile ritrovare tutte le variazioni di carrozzeria assenti nella versione precedente. Il frontale venne ridisegnato con linee più compatte e moderne, così come la coda che prevedeva ora la ruota di scorta sistemata in un apposito vano, accessibile dall’esterno. Rimasero invariate le portiere e l’abitacolo. L’insieme, tuttavia, risultava del tutto nuovo. Altra aggiunta importante per l’epoca fu l’introduzione di un efficace impianto di riscaldamento interno di serie, ancora assente in molte vetture di categoria superiore. Le modifiche meccaniche furono, invece, poche: testata in alluminio - prima era in ghisa - e potenza eguale con maggiore elasticità di marcia. La Topolino era giunta così alla sua completa maturazione. Accanto alla berlina, quasi sempre a tetto apribile - la versione a tetto rigido era solo su richiesta - si affiancò la brillante Giardiniere Belvedere, le cui componenti metalliche del vennero adattate alla nuova carrozzeria, rimanendo immutata nell’abitacolo.
La ricerca continua di razionalizzazione produttiva fece introdurre nel 1951 la Belvedere interamente metallica, le cui fiancate erano ottenute a stampaggio - prima erano fatte a artigianalmente a mano - conservando solo una tinteggiatura bicolore. Questa giardiniera incontrò un successo ancora maggiore, tanto da rimanere a listino anche dopo la fine produzione della berlina 500C, sostituita nel 1955 della innovativa 600 e nel ‘57 della Nuova 500, frutto anch’essa della fervida mente dell’ing. Dante Giacosa, che nel 1950 progettò la grossa 1400, prima Fiat a scocca portante.

La Topolino, nella versione B e nella versione C venne naturalmente prodotta anche nella corrispondente versione Furgone, che beneficiava delle migliorie meccaniche ed estetiche delle berline dalle quali derivava, con alcune semplificazioni di dettaglio.
Nelle diverse versioni risulteranno oltre 520.000 le Topolino prodotte in quasi venti anni.



Caratteristiche tecniche dei tre modelli

Fiat 500 A

Fiat 500 B

Fiat 500 C



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